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“L'ecopass non funziona e va eliminato - Le istituzioni concordino nuove misure”

La concentrazione del Pm10 in città è aumentata di 7 punti rispetto allo stesso mese del 2007, quando l'ecopass non era ancora in vigore. Nell'area metropolitana milanese invece, dove questo provvedimento non è stato adottato, i valori nel 2008 e del 2007 sono rimasti gli stessi.

Chiunque venga eletto presidente della Provincia di Milano, sia di centrodestra che di centrosinistra, si impegni a eliminare l'Ecopass. Nei giorni scorsi ho lanciato questo appello nella convinzione, confortata anche dall'analisi dei dati, che questa esperienza abbia dato risultati deludenti e abbia dimostrato tutta la sua inefficacia. L'introduzione dell'Ecopass in una porzione molto limitata dell'area milanese, come quella della cerchia dei bastioni, è figlia della mediazione e del difficile equilibrio raggiunto ai tavoli dei partiti del Centrodestra che governano la citta di Milano.
E non è certo il frutto dell'indisponibilità di proseguire il percorso di confronto nelle sedi istituzionali che, di fronte ai giudizi negativi dei partiti della sua coalizione, è stato bruscamente interrotto dal sindaco Letizia Moratti per costruire l'accordo nella sua maggioranza.Ora di fronte ai risultati deludenti va sospesa la sperimentazione che ha ricevuto aspre critiche anche da parte di importanti esponenti del centrodestra, primo fra tutti il presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi e che si è rivelata assolutamente inefficace ad abbattere l'inquinamento atmosferico che, anche nell'ultimo mese, ha raggiunto una concentrazione superiore a quelle dell'analogo periodo dell'anno precedente.
Fatto ciò è necessario riprendere il dialogo nelle sedi istituzionali più adatte. L'amministrazione provinciale da parte sua ha già più volte ribadito tutta la propria disponibilità a cercare nuove soluzioni e a introdurre misure volte a contrastare efficacemente l'inquinamento.
Per avere una conferma dell'inefficacia dell'Ecopass basta leggere il rapporto dell'Arpa sull'andamento dell'inquinamento atmosferico nel mese di luglio del 2008. Scorrendo i dati si evince che la concentrazione del Pm10 in città è aumentata di 7 punti rispetto allo stesso mese del 2007, periodo in cui l'ecopass non era ancora in vigore. Il valore oggi è di 32 micro grammi per metro cubo contro i 25 dell'anno precedente. Nell'area metropolitana milanese invece, dove questo provvedimento non è stato adottato, i valori nel 2008 sono rimasti pressoché gli stessi rispetto al 2007.

(Filippo Penati (presidente della Provincia di Milano) – “Zona Nove” ottobre 2008)

 

Nella finanziaria niente fondi per i nuovi metrò (seconda tratta della linea 5 compresa)

Anche se i giornali non ne parlano molto e la tv non ne parla per niente, la situazione è grave e senza precedenti. È a rischio la realizzazione delle nuove metropolitane milanesi, tra cui la seconda tratta della “nostra” linea 5, quella che, aggiungendosi al segmento che partirà da Bignami, dovrebbe portare da Garibaldi a San Siro, collegando la nostra zona con il resto della città.
Infatti, dopo i soldi stanziati dal governo Prodi per la Pedemontana, nonostante le promesse elettorali di Berlusconi e compagni per le opere pubbliche lombarde e milanesi non sembra esserci più alcun finanziamento da parte del governo nazionale. Nella Finanziaria, oltre a essersi “dimenticato” la promessa di ridurre le tasse, Tremonti ha tagliato del 65-70 per cento i fondi al punto da mettere a forte rischio il finanziamento - a detta del senatore del Pd Luigi Vimercati - dei prolungamenti delle metropolitane 2 e 3, le linee 4 e 5, il collegamento ferroviario Malpensa-Gallarate-Rho delle Fs, che dovrebbero connettere l'aeroporto all'Alta velocità, il prolungamento dell'Alta velocità fino a Verona, porta d'ingresso all'Expo per i tedeschi.
“Per ferrovie e metrò - conclude Vimercati - mancheranno almeno 5 miliardi, 1,55 solo per i metrò 4 e 5”. Il sindaco Moratti, che si lamentava per i soldi che Prodi dava a Milano, ora abbozza pudicamente per quelli che Berlusconi non dà, nonostante che oltretutto oggi Milano abbia più bisogno di fondi per realizzare l'Expo.
E allora che cosa fa? Pateticamente, sfodera di nuovo la carta delle dismissioni delle proprietà dei milanesi ai privati: al miglior offerente sembra che voglia vendere la quota del 18,6 per cento che il Comune ha nell'autostrada Serravalle e i palazzi del demanio, appartamenti e negozi.
Ma in questo modo si aggiungono problemi a problemi. Commenta Carmela Rozza, del Partito Democratico: “I soldi ricavati da queste dismissioni dovrebbero essere investiti in case e non in opere pubbliche: abbiamo 18mila persone in lista di attesa tra case Aler e comunali. Mentre, stando alla delibera, del primo fondo immobiliare precedentemente venduto solo il 50 per cento sarebbe destinato all'edilizia”.

(Giorgio Meliesi “Zona Nove” ottobre 2008)

Sempre più difficile raggiungere il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Niguarda

La via Giuditta Pasta è stata chiusa nel tratto compreso tra via Dei Conti Biglia e via Moreschi.

Ennesimo stravolgimento viabilistico a Niguarda e dintorni.
Dal 25 settembre, per consentire il proseguimento dei lavori inerenti la costruzione della nuova strada di collegamento tra via Graziano Imperatore e viale E. Fermi, via G. Pasta, è stata chiusa nel tratto compreso tra via Dei Conti Biglia e via Moreschi.
E come cita il comunicato ufficiale del Polizia Locale zona 9 Ufficio Lavori Stradali, il tratto di strada in questione sarà chiuso definitivamente al traffico veicolare ad eccezione dei residenti e dei mezzi di servizio diretti al Parco Nord.
A far data dal 25 ottobre pertanto, in attesa dell'apertura del tratto di Sin (Gronda Nord) oggetto dei lavori, per raggiungere il Pronto soccorso dell'ospedale Niguarda si potranno seguire i seguenti itinerari
:• Itinerario Conti Biglia-Terruggia-Val di Ledro-Hermada-Graziano Imperatore-Donatelli-Benefattori Ospedale Maggiore-Zubiani-Moreschi;
• Itinerario Fermi-Margarina-Zubiani-Moreschi.
I lavori dovrebbero terminare fra circa tre mesi anche se qualche dubbio sul rispetto della tempistica sorge spontaneo. Nei giorni successivi alla chiusura della strada non sono mancate le lamentele, in molti casi motivate, dei cittadini, sia al comando di polizia locale sia alla sede del CdZ 9. In particolare è stato chiesto di posizionare cartelli stradali che segnalano la chiusura della suddetta strada non solo in prossimità del blocco ma anche sulle vie Fermi, Seregno, Comboni e Terruggia.
Inevitabili, come sempre accade in questi casi, i disagi e le code dei molti automobilisti che, ignari della novità, si imbottigliano in via Sbarbaro, Conti Biglia,Terruggia,Val di Ledro ed Hermada, soffocando ancora di più, come se ce ne fosse bisogno, la povera Niguarda. Migliorerà la situazione con l'apertura nella nuova strada di accesso al Pronto Soccorso? Ne riparliamo fra tre mesi.

(Alessio Seminario “Zona Nove” ottobre 2008)

Ecco i progetti per la riqualificazione urbanistica delle aree residue della Bicocca

Ma non si placano le critiche al nuovo quartiere, che viene definito grigio e freddo. Scrive l'architetto Jacopo Gardella: “Guardando i due progetti finalisti ci si accorge che non esistono più le strade lungo le quali transitare e fare acquisti, né le piazze entro le quali sostare ed incontrarsi. Si è persa la stretta connessione fra abitazioni private e strada pubblica”.

Al termine di un concorso che ha visto la partecipazione di sette prestigiosi studi di architettura italiani, sono stati esposti all'Urban Center i due progetti finali per il completamento urbanistico-architettonico dell'area Pirelli-Bicocca, uno dell'architetto Sergio Pascolo e l'altro del suo collega Cino Zucchi.
E ora tra i due concorrenti è stato scelto, da una commissione composta da rappresentanti della Pirelli Re, della pubblica amministrazione, delle associazioni del quartiere, urbanisti, sociologi ed ambientalisti, il nome del vincitore.
Prima di esaminare i progetti finalisti, di cui pubblichiamo alcune simulazioni, e annunciare quello sorteggiato facciamo un passo indietro. “Zona Nove” non ha mai lesinato critiche ai criteri di riqualificazione delle aree precedentemente occupate dagli stabilimenti della Pirelli anche se progettati dal grande architetto di fama internazionale Vittorio Gregotti. Non ci è mai piaciuta in particolare la freddezza del nuovo quartiere, la mancanza di spazi di aggregazione, la pochezza e la scarsa fruibilità degli spazi verdi e quella discutibile mescolanza di edilizia privata, universitaria, del terziario avanzato con la ciliegina del Teatro degli Arcimboldi.
Purtroppo per il progettista e per Pirelli Re le critiche non arrivano solo dal nostro piccolo giornale di zona anche da importanti organi di informazione nazionale che ospitano i commenti di professionisti del settore e personalità dalle indubbie capacità e competenze. Ultimo in ordine di tempo Jacopo Gardella, architetto di grande prestigio, che su “Repubblica” afferma che entrambi i progetti finalisti rispecchiano una medesima e infelice immagine di città, derivata da un processo di volgarizzazione e di degenerazione del Movimento Moderno di Architettura. “Una città - scrive Gardella - costituita da alti edifici a torre, isolati fra loro e distribuiti nel verde frammentario e discontinuo che non possiede né l'intimità del giardino né la vastità del parco. Una città in cui le strade, tracciate in questo verde e svincolate dalle costruzioni, hanno perso ogni contatto con gli abitanti e non rappresentano più lo spazio di integrazione fra luoghi aperti e ambienti chiusi. Guardando i due progetti finalisti ci si accorge che non esistono più le strade lungo le quali transitare e fare acquisti, né le piazze entro le quali sostare ed incontrarsi. Nelle città di oggi si è persa la stretta connessione fra abitazioni private e strada pubblica. La città moderna ha assunto questa configurazione perché a parità di volumi abitativi i moderni ed alti edifici a torre sono meno costosi delle tradizionali cortine di basse case a schiera”.
Caustico il commento finale: “La ricerca del profitto e la esaltazione dell'individuo sono la causa per cui, aggirandoci fra gli edifici di un quartiere contemporaneo, ci sentiamo disorientati, mentre camminando lungo le strade di un vecchio paese ci sentiamo felicemente in famiglia”.
Ma torniamo ai due progetti finalisti per esaminarli e proclamare il vincitore.Per rinfrescare la memoria ricordiamo che sull'area, inizialmente destinata a ospitare l'istituto neurologico Besta, verrà realizzata a partire dal 2009 un'area urbana composta da residenziale, commercio e un ampio parco di quasi 24000 mq con il vincolo, secondo quanto afferma Pirelli Re, che le nuove residenze dovranno dialogare con il verde, avere un mix di tagli abitativi, una sostenibilità energetica ed un'integrazione tra spazi pubblici e privati. Il progetto di Cino Zucchi non prevede torri ma edifici in linea che si snodano nel parco per garantire una continuità visiva con l'ambiente circostante creando viste privilegiate fra il vuoto e il costruito.
Viene rafforzata l'immagine dell'isolato posizionando i volumi principali lungo il perimetro dell'area oggetto dell'intervento e proponendo all'interno un sistema di corti verdi pubblico-private sulle quali fare affacciare le abitazioni. Per alleggerire l'impatto delle nuove edificazioni si ricorre alla variazione di materiali e cromie delle superfici esterne ottenute utilizzando pannelli in legno, intonaco ed elementi verdi ed inserendo ampi balconi. Diverso l'aspetto del progetto di Sergio Pascolo, allievo di Vittorio Gregotti, che punta a una forte continuità con l'architettura della Bicocca.
A differenza dell'altro progetto, quello di Pascolo si connota per la forte omologazione con il piano Bicocca,una naturale continuazione della griglia del quartiere. Gli edifici di questo secondo progetto sono torri compatte,collegate a tratti da una piastra monoplano con funzioni commerciali, molto chiuse, con minime bucature e a quota zero viene proposta la realizzazione di portici che mediano il passaggio dalla zona pubblica a quella privata dei condomini.
E il vincitore? Giovedì 25 settembre su diversi organi di informazione nazionali - fatto normale visto che il progetto movimenterà qualcosa come 250 milioni di euro - è apparsa la notizia che la commissione ha proclamato vincitore Sergio Pascolo. Ma, con una decisione all'italiana senza volere offender nessuno, delle 8 torri alte 50 metri che verranno realizzate in un parco di 30mila mq, secondo quanto prevede il masterplan, ordinato e rigoroso in continuità con la maglia urbanistica del quartiere di Pascolo, tre, quelle posizionate lungo il fronte prospiciente via Piero e Alberto Pirelli, verranno progettati da Pascolo, due da Zucchi, scelta presa per evitare una eccessiva uniformità edilizia con il resto del quartiere, mentre le rimanenti tre potranno essere affidate ad altri studi di architettura italiani con esperienza nel residenziale.
Ci fa piacere notare che, a prescindere dal progettista, tutte le nuove edificazioni saranno di Classe A per rispondere al programma di edilizia ecosostenibile.

( Andrea Bina “Zona Nove” ottobre 2008)

Ecco i progetti per l'ospedale di Niguarda e per l'ex Manifattura Tabacchi

La nostra zona è oggetto di profonde trasformazioni e riqualificazioni. Certo non tutte sono condivisibili visto che alcune, dal nostro punto di vista, sono vere e proprie speculazioni edilizie, addolcite con l'inserimento di alcuni spazi di utilità sociale o funzioni pubbliche.
Questo mese vi proponiamo il progetto del nuovo Niguarda, colosso sanitario pubblico ubicato al centro dei nostri quartieri, e la riqualificazione della ex Manifattura Tabacchi, probabilmente non esente dal difetto “speculazione edilizia”. Per capire come si prospettano almeno ufficialmente i progetti, ne proponiamo i dati secondo quanto fornito dalle fonti comunali e dell'ospedale di Niguarda.
Ex Manifattura Tabacchi - L'intervento di riqualificazione dell'ex Manifattura Tabacchi, situata tra Viale Fulvio Testi-Viale Suzzani-Via Esperia-Via S. Monica in un area di circa 80.000 mq e in prossimità della grande area della Bicocca, prevede l'insediamento di edifici dedicati sia a funzioni private che pubbliche.
Per quanto riguarda la parte pubblica c'è il progetto della Cittadella del Cinema e della Cultura che prevede l'insediamento di un Centro Sperimentale di Cinematografia per la fiction e la pubblicità (unica scuola di eccellenza cinematografica in Italia) nonché le Scuole Civiche del Cinema e un Polo cine-audio-visivo.
Per quanto riguarda le funzioni private sono previste diverse aree: residenza libera (32.454 mq); grande struttura di Commercio (8.529 mq); funzioni compatibili (6.400 mq).
Lo spazio restante è destinato a funzioni pubbliche e in particolare: al Centro Sperimentale del Cinema per la fiction e la pubblicità (dotato di uffici, aule per la didattica e per l'alta formazione, spazi per la ricerca e la sperimentazione oltre a vari servizi accessori); alle Scuole Civiche del Cinema; al Polo cine-audio-visivo della Regione Lombardia (dotato di archivi storici, fotografici, cineteca, videoteca, mediateca, documentazione sonora; in questo ambito si inseriranno appunto l'Archivio Regionale di Etnografia e Storia Sociale e la Cineteca Italiana); al Centro Anziani del Comune di Milano (già presente); alla Residenza universitaria; all'Asilo nido (già presente); alla Caserma dei Carabinieri (già presente); alle strutture ricettive; all'edlizia residenziale convenzionata; ai parcheggi.
Il Nuovo Niguarda - Oggi l'ospedale di Niguarda presenta una struttura a padiglioni ed è il paziente a spostarsi dai reparti di cura e diagnosi a quelli di degenza.
Nel 2013 sarà composto da 3 poli ospedalieri autosufficienti dal punto di vista diagnostico e assistenziale, modulati intorno alle esigenze di cura e di assistenza dei pazienti. Verrà così superato il concetto di reparto tradizionale e si punterà invece sull'alta qualità ed articolazione in diversi gradi di intensità e specificità dell'assistenza.
L'ospedale risulterà suddiviso in diverse strutture:
1. Dea (Pronto soccorso) già esistente che risponde alle finalità di emergenza e urgenza.
2. Blocco Sud dedicato all'Alta Intensità (chirurgia oncologica, trapianti, oncoematologia, cardiologia).
3. Blocco Nord per la media intensità di cura e le specialità di base.
Resteranno centrali, a disposizione dei tre blocchi ospedalieri, il laboratorio analisi, la radioterapia, la medicina nucleare.
Il progetto prevede 165mila mq di area complessiva di cui 80mila per le nuove costruzioni; 50mila per le ristrutturazioni; 35mila per gli edifici esistenti (Dea e Unità Spinale). Occorreranno 6 anni di lavori in due fasi: dal 2007 al 2009 per Blocco Alta Intensità, 2 poli di servizi (logistico e tecnologico), parcheggio e passaggi sotterranei; dal 2010 al 2013 per Blocco Nord.
I vantaggi consisteranno in: sviluppo prevalentemente orizzontale (poliblocco a piastra); percorsi ottimizzati: centrifughi per pazienti esterni e visitatori e percorsi sanitari centripeti; miglior accoglienza e comfort alberghiero per i pazienti; migliori condizioni di lavoro per i professionisti impegnati nella cura e nell'assistenza; maggior razionalità nella logistica: degenze, sale operatorie, laboratori, ambulatori, servizi speciali di diagnosi e cura vengono il più possibile centralizzati e resi utilizzabili da molteplici professionalità; gestione unitaria e trasparente delle liste di attesa; informatizzazione di tutti i dati per gli operatori sanitari; trasporti automatizzati di materiali sanitari e non; tre aree di parcheggio con più di 1000 posti auto.
Nelle intenzioni il progetto prevede:
• rispetto e valorizzazione degli edifici monumentali originali secondo le indicazioni del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali;
• utilizzo di macchine specializzate nella demolizione “soft” e comandate da sofisticati robot che non disturbano con il rumore i pazienti;
• programmazione dei lavori di maggior impatto in termini di rumore o vibrazione in giorni ed orari di minor affluenza per non compromettere l'attività sanitaria;
• riduzione dell'impatto ambientale.

(Andrea Bina – “Zona Nove” luglio 2008)

Approvato dal CdZ 9 il progetto di riqualificazione dell’area ex Besta

Dopo due sedute di commissione, cui ha partecipato anche il Direttore Centrale Sviluppo del Territorio del Comune di Milano Paolo Simonetti, un approfondito dibattito, che ha portato alla formulazioni di alcune varianti, il Consiglio di Zona 9 il 19 giugno u.s. ha dato parere favorevole all’atto integrativo all’accordo di
programma ex Besta. Prima di esaminare il documento approvato dal parlamentino di zona ripercorriamo a grandi linee le tappe di questa vicenda.
Pirelli Re e l’Istituto Neurologico “Carlo Besta” firmano un accordo per insediare sulla grande area prospiciente via Chiese la nuova sede dell’importante istituto di ricerca e cura. L’importo della transazione ammonta a 25 milioni di euro, compresi gli oneri per la bonifica dell’area. le cose cambiano e il Besta rinuncia a spostarsi alla Bicocca preferendo l’area dell’Ospedale Sacco per dare vita, insieme all’altro importante nosocomio, a una importante cittadella della salute.
Ma i contratti vanno rispettati e in qualche modo bisogna erogare a Pirelli i famosi 25 milioni di euro. Per evitare contenziosi e risolvere la questione il Comune di Milano studia un atto integrativo all’accordo ormai naufragato che libera il Besta dal macigno economico, risarcisce Pirelli e permette di riqualificare l’ultima grande area della ex Bicocca. In realtà durante la scrittura dell’atto integrativo oltre alla ex Besta entrano in gioco anche le aree ex Ansaldo per un totale di oltre 158mila mq. Il cambio di destinazione d’uso, da funzione pubblica (ospedale) a residenziale e funzioni ad esso collegate, non comporta un aumento delle superfici edificate, scongiurando il rischio dell’ennesima speculazione edilizia in un quartiere già piuttosto provato dalla riqualificazione operata dal duo Pirelli/Gregotti.
In particolare il vecchio accordo con il Besta prevedeva la realizzazione di 20mila mq destinati all’Università della Bicocca e 42mila mq destinati alla nuova sede del Besta per un totale di 62mila mq, la stessa cifra cancellata dalle funzioni industriali (i vecchi capannoni ed edifici ultimo baluardo della vecchia Bicocca operaia). Il nuovo accordo conferma i 20mila mq destinati all’Università, aggiunge 46500 mq destinati all’edilizia residenziale a libero mercato (situata sull’area ex Besta di via Chiese che comporterà
la costruzione di edifici alti 18 piani), 44500 mq di edilizia convenzionata (situata sull’area ex Ansaldo di viale Sarca che comporterà la costruzione di edifici di 16 piani), 5mila mq destinati al commercio (2 medie strutture di vendita di meno di 2500 mq + negozi di vicinato), 5500 mq di social housing (edilizia sociale), 6500 mq di residenza universitaria e per contro cancella i 42mila mq del Besta e 54 mila mq di funzioni industriali. Come detto precedentemente la valutazione positiva con riserva espressa dal CdZ 9 trova fondamento nella sostenibilità ambientale del progetto.
Nessuna speculazione edilizia, pur calcolando che le nuove edificazioni porteranno circa 3000 nuovi residenti nella nostra zona, visto che su 158mila mq di aree coinvolte in questa riqualificazione quasi 75mila mq saranno destinati a verde, ivi comprese le aree di soprassuolo dei parcheggi interrati che verranno ubicati in via Chiese/Sarca. Inoltre la particolare attenzione all’edilizia convenzionata, all’housing sociale e alla residenza per gli studenti è stata sicuramente apprezzata da quasi tutti i consiglieri di zona.
Ultimo aspetto, non certo in ordine di importanza, la realizzazione della passerella ciclopedonale sui viali Sarca e Testi. Rispetto al vecchio accordo di programma (ex Besta) il nuovo non prevede la realizzazione
del parcheggio interrato sull’area prospiciente via Sesto San Giovanni, nel tratto compreso fra via Chiese e via Stella Bianca.
L’intero importo di tale infrastruttura, pari a 3 milioni di euro e a carico di Pirelli Re, verrà completamente dirottato per la realizzazione del ponte che permetterà di collegare la Bicocca al Parco Nord in totale sicurezza.
E veniamo al parere favorevole espresso quasi all’unanimità dal CdZ9 proponendovi un ampio stralcio della delibera approvata.
“Il Consiglio di Zona 9 esprime parere favorevole a condizione che:
1. Le aree a verde pubblico e a verde asservito siano effettivamente fruibili da tutti i residenti.
2. Le aree a verde pubblico con sottostante parcheggi vengano realizzate con la massima attenzione a rendere fruibile il soprassuolo con piantumazioni di alto fusto e prato in misura significativa.
3. Per l’area a verde posta ad est dell’intervento universitario con indicate attrezzature sportive generiche, si ritiene che venga mantenuta a verde pubblico con attrezzature sportive e per il gioco all’interno dell’area accessibili a tutti. Inoltre l’area ha la funzione di garantire una continuità pedonale nel verde tra il quartiere residenziale già realizzato e quello di nuova realizzazione. Eventuali fabbisogni di strutture di tipo sportivo al servizio dell’università potranno essere garantite mediante una convenzione con il limitrofo centro sportivo comunale di Viale Sarca in uso alla società sportiva Pro Patria.
4. Venga previsto a spese dell’operatore, sull’area pubblica a verde lungo la via Pirelli in prossimità degli spazi commerciali all’angolo con la via Stella Bianca, una struttura pubblica ad uso centro civico di quartiere con annesso porticato di almeno 1.000 mq. di s.l.p. per attività socio ricreative e culturali quali ad esempio, centro anziani, punto prelievo biblioteca, eccetera da assegnare alla gestione del Consiglio di Zona.
5. La prevista passerella ciclopedonale di attraversamento dei Viali Sarca e Fulvio Testi, venga realizzata contestualmente al rilascio del primo permesso di costruire dell’intervento, essendo posta all’esterno delle aree di cantiere, ed avendo una valenza per tutto il quartiere Bicocca.”

(Alessio Seminario- "Zona Nove" luglio 2008)

 

I prossimi passi dell'Ecomuseo: la costruzione di una Mappa della Comunità di Niguarda

Il percorso continua ora partendo dall'embrionale mosaico del territorio che abbiamo cominciato a delineare con l'aiuto dei niguardesi nei mesi passati. Coinvolgeremo le diverse realtà locali che già operano a Niguarda, i privati cittadini che si vogliono cimentare con il luogo in cui vivono, un luogo fisico e sociale al tempo stesso, da scoprire, conoscere, amare e fare amare.
Nel concreto il prossimo passo sarà la proposta rivolta a tutta la cittadinanza niguardese di partecipare alla costruzione di una Mappa della loro Comunità. La partecipazione alla creazione di una Mappa di Comunità diventa un'occasione concreta non solo, e non tanto, per celebrare il proprio quartiere, ma per iniziare a prendersene cura attivamente, trasformando il proprio attaccamento in una rappresentazione pubblica condivisa. Tale rappresentazione di Niguarda mira a descriverne non solo i luoghi ma anche la sua comunità e la sua storia.
L'idea è di trasformare queste storie in una mappa che possa essere fruita e progressivamente arricchita da tutta la comunità. Non quindi una semplice carta geografica o topografica. Queste già esistono, cartacee o virtuali, già ci permettono di vedere ogni angolo di una città e di un quartiere. La Mappa di Comunità va oltre; non si ferma al tetto della casa, ma ci dice, con discrezione e sensibilità, cosa succede al suo interno. Significa poter ridisegnare il territorio ad altezza d'uomo, essere in grado di leggere le storie e le vite delle persone.
Ecco perché la Mappa di Comunità è molto di più di un semplice inventario di beni materiali o immateriali, ma include anche relazioni, storie, sentimenti altrimenti invisibili. E' uno strumento attraverso cui le persone che abitano un luogo possono raccontare ad altri - ricordandoli prima di tutto a loro stesse - i momenti fondamentali della propria storia, come individui e come membri di un gruppo più ampio. È il mezzo tramite il quale una comunità arriva a percepire con chiarezza i contorni del proprio patrimonio storico e culturale ed a decidere che cosa, di questo, debba essere inserito in una sua rappresentazione pubblica.
La mappa di comunità è un'occasione per consolidare il rapporto con il quartiere, per vivere momenti di socializzazione e di ricostruzione delle relazioni, per ricucire legami tra le generazioni di ieri e di oggi, per tessere relazioni tra gli abitanti storici e quelli appena arrivati.
Costruire uno strumento del genere richiede la partecipazione e l'aiuto della comunità intera ed è necessario innanzitutto partire da alcune domande basilari:
Cosa ritieni importante di questo luogo e cosa significa per te? Cosa lo rende diverso da tutti gli altri luoghi? A cosa attribuisci valore? Cosa conosciamo e cosa vorremmo conoscere? Come possiamo condividere le nostre conoscenze? Quali miglioramenti sono possibili?
Sulla base di queste prime domande proponiamo alla popolazione di Niguarda di partecipare al progetto che verrà presentato nelle prossime settimane. Il territorio del quartiere si popolerà di piccole antenne presso cui sarà possibile reperire informazioni su come aderire anche in corso d'opera… Abbiamo bisogno di voi!

Locandina di presentazione

 

Come convivere per tre anni con i cantieri della metropolitana

Sui viali Testi e Zara si viaggia solo verso il centro, con l'eccezione del tratto Ca' Granda-Istria.
Il tratto Taramelli-Arbe-Sarca mantiene il doppio senso di marcia.

Interessa tutti i cittadini che alla mattina partono con l'auto dalla nostra zona per andare a lavorare in altre parti della città e alla sera ritornano a casa. E interessa le 2700 auto dei pendolari che ogni ora alla mattina arrivano a Mllano da Fulvio Testi e alla sera ritornano in Brianza. Da domenica 28 ottobre, e sino alla chiusura dei cantieri della Metropolitana 5 fra tre anni, è operativa una “viabilità provvisoria” lungo l'asse Viale Zara-Viale Fulvio Testi e nelle zone immediatamente adiacenti. In sintesi, si entrerà in città obbligatoriamente da viale F. Testi, trasformato in senso unico, e si esce da viale Sarca, dove si mantiene il doppio senso di marcia ma con una limitazione delle svolte a sinistra, per agevolare il traffico verso la periferia. In particolare gli interventi prevedono:
• Viabilità Testi-Zara (direzione centro): è istituito il senso di marcia su due corsie dal confine con il Comune di Sesto San Giovanni a viale Stelvio. L'unica eccezione riguarda il tratto da Via Ca' Granda a Piazza Istria: per raggiungere l'ospedale di Niguarda la viabilità resta invariata, con due carreggiate separate e tre corsie per ogni senso di marcia. Tutte le manovre di svolta a sinistra nel tratto a senso unico sono consentite.
• Controviali Testi-Zara: la viabilità sulle 2 carreggiate laterali non viene modificata.
• Viabilità Taramelli- Arbe-Sarca (direzione Nord): è indicato come itinerario principale in uscita dalla città e mantiene il doppio senso di marcia. La maggior parte delle manovre di svolta a sinistra sono vietate per agevolare il traffico in direzione periferia. In via Taramelli, per aumentare la capacità di transito è vietata la sosta lun go la carreggiata destra in modo da ottenere due corsie di marcia in uscita.
• Parcheggi Taramelli (direzione Nord): i posti auto soppressi lungo la carreggiata in direzione Nord sono disponibili sul marciapiede previa tracciatura della segnaletica. La sosta sul lato opposto è invariata.
• Potenziamento dei mezzi pubblici: linea 44: nuovo itinerario (Andata: Gregorovius-Suzzani-S.Monica-S.Marcellina-Sarca-Venosta-De Marchi; Ritorno: De Marchi-Cozzi-Pianell-Sarca- Rabolini-Testi-S.Monica-Suzzani-Gregorovius ; linea 7: otto corse in più al giorno; Linea 727: dodici corse in più al giorno.
Per snellire i serpentoni di auto sono anche stati regolati gli impianti semaforici fino a Sesto S. Giovanni in modo da premiare coloro che vanno ad andatura regolare.
Nei cantieri si lavorerà su tre turni e sarà calata sotto terra la talpa meccanica che avanzerà un metro al giorno per realizzare il tunnell nella pancia della città.

(Luigi Luce - "Zona Nove" novembre 2007)