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Trattati Politici (7)
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Una piccola, ma significativa rassegna di libri editi nel "ventennio"
dalla quale traspare la natura del regime e il pesante condizionamento culturale
operato nella società italiana, ed in particolare nella scuola, dalla
dittatura fascista |
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Domenico Pellegrini Giampietro
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La serrata e lo sciopero nella
legge sindacale fascista
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M. De Martino Editore - Napoli - Anno VII -
1928
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(pagina
34-35) " Lo Stato quindi è l'arbitro da cui dipende
ogni singolo non solo, ma anche ogni e qualsiasi forma di
attività: è il concetto della sua massima sovranità che la
teorica fascista pone e dalla quale discende insindacale il
diritto e direi il dovere nello Stato di sovrastare su tutto
ciò che nella nazione esiste e si produce, differenziandosi
in tal maniera nettamente dallo Stato liberale, che, mentre
concedeva alle masse lavoratrici ogni libertà di azione, non
interveniva, d'altra parte, ad infrenare gli abusi dei datori
di lavoro e lo sfruttamento dei demagoghi socialisti;
differenziandosi ancora dallo Stato democratico, che,
concedendo ai lavoratori il voto, da questi faceva dipendere
la propria esistenza, formandosene una terribile arma
contraria, poiché, mentre facultava la partecipazione delle
masse all'attività della Nazione, tali masse non regolava
nella loro attività, lasciandole in balia delle diverse e
contrarie forze politiche, in ispecial modo socialiste. Lo
Stato Fascista invece, ha voluto abolire le teorie marxiste e
soreliane e tende invece alla cooperazione con lo Stato di
tutte le classi produttrici, siano datori di lavoro, siano
lavoratori, operai ed intellettuali, inserendoli in pieno
nella vita nazionale e creando un'organizzazione potente ed
ordinata che il mondo intero c'invidia." |
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La lotta di classe delle
nazioni
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Felice Le Monier - Firenze - Anno VII - 1929
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(pagina
162-163-164) "Guidati infatti dal nazionalismo, e da
un nucleo di uomini meravigliosamente vivi balzati fuori
dall'ala estrema del socialismo - Benito Mussolini ne è a
capo -, il popolo italiano si leva e si libera di un colpo da
quella sua casta parlamentare, così insensibile alla realtà,
serva del socialismo e dell'antimilitarismo, incurante e
ignorante delle condizioni essenziali di qualsiasi lotta che
vuole, per essere vinta, preparazione in tutte le forme della
esistenza nazionale, dalla economica alla culturale, dalla
scientifica alla spirituale. Il popolo si sostituisce al
parlamento. E trionfano tutti i principi del
nazionalismo." |
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Casa Editrice Pinciana - Roma - Anno VII -
1929
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(pagina
163) "La pubblicazione dell'opera del maggiore James
Strachey Bornes intitolata: The universal aspect of Fascism,
pone all'ordine del giorno il problema dell'univarsalità del
Fascismo. …Nella magistrale prefazione di Benito Mussolini
all'opera dello Strachey Bornes sta detto: «Il Fascismo pone
e risolve problemi che sono comuni a molti popoli, e
precisamente a qui popoli che hanno sperimentato il regime
demo-liberale e sono stanchi delle menzogne convenzionali su
cui quel regime si appoggia». E alla parola del Duce fa
riscontro il significativo commento della Morning Post: «Anche
l'Inghilterra si avvia gradatamente ma sicuramente verso
l'applicazione della dottrina fascista dei rapporti fra
individuo e Stato... Gli inglesi diffidano della parola «Fascismo»
perchè è una parola straniera; ma il contenuto spirituale
del Fascismo viene rapidamente assimilato in Inghilterra, dove
le magniloquenti ipocrisie del demo-liberalismo hanno già
perduto ogni forza di persuasione sulle masse»." |
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La crisi della civiltà
europea
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Libreria del Littorio - Roma - Anno VIII - 1930
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(pagina
231-232) "Il primo sessennio fascista resterà
memorabile nella storia nazionale per la grandezza dell'opera
compiuta in sì breve tempo e malgrado le aspre difficoltà
insite nelle cose e negli uomini. Analizzata nella sua essenza
quest'opera poderosa appare il complesso armonico di tre parti
distinte ma pure intimamente connesse che sono: 1) la
conquista del potere e la difesa della Rivoluzione; 2) il
risanamento e il potenziamento dell'Italia all'interno ed
all'estero in tutti i campi: spirituale, sociale, politico,
economico e finanziario; 3) la costruzione giuridica ed
istituzionale del nuovo Stato Fascista. ... Le istituzioni del
Regime sono in parte già create ed operanti, in parte decise
e in via di attuazione: Primo Ministro Capo del Governo e del
Partito, Gran Consiglio, corporazioni, Associazioni
Professionali e Sindacati, Parlamento Corporativo,
Magistratura del Lavoro. Con piena ragione, nel discorso che
chiuse la XXVII Legislatura, Mussolini poteva dire: «Noi
siamo molto innanzi nella nostra fatica, abbiamo ormai
definite le linee maestre dell'edificio. È molto solido.
Anche coloro che sono portati allo scetticismo sono costretti
ad ammetterlo»." |
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La Corporazione nel mondo
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Libri scelti per servire al panorama del
nostro tempo
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Valentino Bompiani - Milano - Anno XIII -
1934
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(pagina
24-25) "…dovrà imporsi il sistema politico che
ha per base l'economia corporativa, adeguatrice di tutte le
posizioni degli interessi privati impegnati nella produzione
e in ogni altra attività economica nazionale. In esso il
contrasto di tali posizioni non si risolve quasi
automaticamente secondo la forza politica del gruppo o del
sindacato meglio costituito o più numeroso, sibbene
coll'autorità consapevole dello Stato, che in tale atto
supera lo stesso ordine corporativo ed assurge alla cura
totalitaria degl'interessi della collettività. La direttiva
mussoliniana «andare verso il popolo» è una divisa nella
quale, oltre il contenuto morale di generoso sentimento
umano, si scorge il fermo proposito di perfezionare il
sistema corporativo così da attuarvi la quasi assoluta
identificazione delle utilità economiche dei produttori con
quelle dei consumatori." |
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Casa Editrice "Pro Familia" -
Milano-Roma - Anno XIII - 1935
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(pagina 77) "Un argomento altrettanto grave è la regolazione delle
nascite, o, meno retoricamente, l'aborto legale. Una donna che
attende un figlio, può dopo i tre mesi presentarsi
all'apposito ospedale dichiarando che non lo vuole. La
ragione? Questo non interessa lo Stato comunista e non la
chiede nemmeno. La donna entra nell'ospedale e se ne va
liberata pochi giorni dopo. «Queste cose - dice il nostro
bolscevico - negli Stati dell'ipocrisia capitalista avvengono
clandestinamente, con grave pericolo delle madri stesse,
mentre qui su 200 mila casi nel 1932 e nella sola Mosca le
donne che soccombettero alla cura (!) si contarono sulle dita
di una mano!»" |
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Quaderni dell'Istituto Nazionale Fascista di
Cultura
Serie quinta, III-IV
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Nino Sammartano
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La funzione
della scuola media in Italia dalla marcia su Roma |
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Istituto Nazionale Fascista di Cultura - Roma
- Anno XIII - 1935
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(pagina
123-124) " La scuola media ha compiti delicati,
altissimi. È in essa che si plasmano, si formano e si avviano
le generazioni. …Noi dobbiamo formare nella scuola l'uomo
nuovo, l'Italiano nuovo, come dice Mussolini. …La
Rivoluzione Fascista iniziatasi nel dopo-guerra non è ancora
finita: la sua marcia è cadenzata e progressiva ed obbedisce
al processo storico di tutte le rivoluzioni. Affermatasi tra
lo scherno o l'incredulità imbecille dei ceti democratici
europei, oggi la Rivoluzione è una realtà storica
insopprimibile." |
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