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Trattati Politici  (7) Una piccola, ma significativa rassegna di libri editi nel "ventennio" dalla quale traspare la natura del regime e il pesante condizionamento culturale operato nella società italiana, ed in particolare nella scuola, dalla dittatura fascista

Vitantonio Bini

Savoia

Tipografia "Iris" - Molfetta - Anno XIII - 1935
(pagina 31) Il Duce e l'Italia "Ad arginare la confusione, il disordine ed il disagio del dopoguerra, vediamo emergere gigantesca la figura di Benito Mussolini che, collaborato dai Quadrunviri De Vecchi di Val Cismon, De Bono, Balbo e Bianchi, il 28 ottobre 1922, con le balde legioni degli Squadristi - Camicie Nere - marciando su Roma vi entrò per volontà del Re e del popolo."

Henry Mirauchaux

La voix de la France combattante

Supplement du Trait d'Union de mars 1936

Imprimerie G. Cresta - Genes

(pagina 41) "I Combattenti vogliono giustizia, ma anche la verità. Essi si sono ricordati del torto fatto all'Italia al trattato di Versaglia al momento della ripartizione dei mandati coloniali e a questo riguardo, le responsabilità di Wilson e sopratutto di Lloyd George sono ben maggiori che non quelle di Clémenceau, giacché non dimenticate, cari Amici, che la Pace firmata a Versaglia è una Pace anglo-sassone, ispirata dai quattordici punti di Wilson e dal pacifismo americano e anglicano."

Benito Mussolini

La Dottrina del Fascismo

Seguita da una appendice a cura di L. Contu
Le leggi del Regime Fascista

Ulrico Hoepli Editore - Milano - Anno XIV - 1936

(pagina 21) "…il Fascismo è totalitario, e lo Stato fascista, sintesi e unità di ogni valore, interpreta, sviluppa e potenzia tutta la vita del popolo."
(pagina 31-32) "L'orgoglioso motto squadrista «me ne frego», scritto sulle bende di una ferita, è un atto di filosofia non soltanto stoica, è il sunto di una dottrina non soltanto politica: è l'educazione al combattimento, l'accettazione dei rischi che esso comporta; è un nuovo stile di vita italiano."

Rassegna storica del Risorgimento

Pubblicazione mensile. Anno XXIII - Fasc. IV
aprile 1936-XIV

La Libreria dello Stato - Roma

(copertina) "Fuori dalla storia l'uomo è nulla. Mussolini"
(pagina 524) Udine, riunione del 16 aprile corr. "d) e finalmente l'ultimo periodo che si chiude con la Marcia su Roma. …Nella sua conclusione l'oratore ha rievocato il vaticinio di Benito Mussolini, proclamato dalla gradinata del Castello, sull'ineluttabile destino della nuova grande Italia, degna figlia di Roma."

Renato Melis De Villa

Novità della corporazione

Biblioteca Nazionale dell'Ordine Corporativo - Roma - Anno XV - 1936
(pagina 135-136) Espansione rivoluzionaria del fascismo nel mondo " Qui era sufficiente chiarire come la Camera dei Fasci e delle Corporazioni per quello che rappresenta in sé e per le importanti riforme di altri istituti, che in coordinazione conseguentemente richiede, segnerà veramente un grande passo in avanti, una conquista della rivoluzione, che trasfondendosi in leggi o in istituti, si incarna appieno in un nuovo sistema politico. Ed è con questo sistema e da questo sistema, con la chiara soluzione dei maggiori problemi della vita politica di oggi, che la marcia del Fascismo nel mondo, per cui le Nazioni saranno fasciste o fascistizzate, riceverà un impulso di incalcolabile vigore. La figura della Rivoluzione ne risalterà sempre più inconfondibile ed augusta. Dovrebbe essere anche superfluo avvertire che però non bisogna illudersi di avere tutto risolto.La vita non consente queste soluzioni totali e definitive e, d'altra parte, il «tutto fatto e mettiamoci a sedere» non è nemmeno nei gusti di noi fascisti."
 

Mario Alberti

La guerra delle monete

Gli urti fra gli imperialismi plutocratici e la sconfitta dell'oro

Cavalleri - Como - Anno XV - 1937

(pagina 373-374) "…gli anglo-sassoni e i popoli aderenti alle direttive di politica economica del Commonwealth, controllando di fatto oltre i quattro quinti della produzione delle materie prime mondiali, possono imporre agli altri popoli che ne sono privi, gli alti salari differenziali di cui sono muniti, e che non reggerebbero ad una esatte ed efficiente lotta concorrenziale. Questa è la vera ragione profonda, imperativa e concreta, del comando per l'autarchia economica impartita dal Capo del Governo italiano, (in quanto l'autarchia limita e controlla tutti i rifornimenti dall'estero, in base a una precisa valutazione di interesse nazionale e non individuale), trova nella fondazione dell'Impero il suo coronamento e la sua soluzione concreta. Impero del Lavoro perché esso vuole conseguire senza sovrapprezzi pagati a chicchessia; con lavoro nazionale; con metodi nazionali di organamento produttivo; con criteri nazionali e per esigenze nazionali, le materie prime di cui l'Italia abbisogna e che non sia possibile ottenere entro i confini patrii,"

Amedeo Mazzotti

L'auspicio per mille anni

Quinterni periodici di cultura imperiale - 1

Edizioni Riunite Mater Alma - Milano - Anno XV - 1937

(pagina 62-63) "Avanti la fine del primo e all'inizio del secondo anno dell'impero, due avvenimenti hanno rivestito carattere imperiale: hanno parlato al popolo italiano e ai popoli sudditi con un linguaggio simbolico, inconfondibile ed eloquente, che il Duce sa infondere in alcuni suoi atti. La visita del Duce in Libia, l'apertura della grande strada «Litoranea», l'inaugurazione alle Are Filene dell'arco ...ai Libici hanno dato la sensazione di una loro elevata situazione giuridica e civile, di essere assunti al grado di cittadini d'impero e associati alle fortune di Roma. La consegna al Duce della spada dell'Islam da parte dei cavalieri musulmani ha integrato tale felice sensazione dei sudditi musulmani e portato il loro pensiero fervido e fedele verso esiti insondati."

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