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Testi Scolastici
(8) |
Una piccola, ma significativa rassegna di libri editi nel "ventennio"
dalla quale traspare la natura del regime e il pesante condizionamento culturale
operato nella società italiana, ed in particolare nella scuola, dalla
dittatura fascista |
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| Per
le Scuole secondarie di avviamento professionale - Volume II |
| La
Prora - Milano - Anno XVII - 1939 |
(pagina 106)
Storia "Sotto l'illuminato governo di Benito Mussolini,
un ordine nuovo è andato gradatamente istaurandosi nella Patria
nostra, in sostituzione di vecchie forme di vita nazionale non più rispondenti allo spirito della Nazione rinnovata."
(pagina 89) Geografia "Nel settembre 1935, dopo
una magnifica preparazione logistica diretta dal Maresciallo De
Bono, secondo le direttive del Duce, ebbe inizio la guerra contro
l'Abissinia nella quale rifulsero le magnifiche doti di comando
del Maresciallo Badoglio ed il valore dei nostri soldati regolari,
delle camicie nere volontarie e delle truppe indigene." |
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Pag. 52 |
| Testo
di Alfredo Petrucci - Illustrazioni di Pio Pullini |
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Letture per la III classe dei centri rurali |
| La
Libreria dello Stato - Roma - Anno XVII - 1939 |
"L'aratro traccia il solco e
la spada lo difende. Mussolini"
(pagina 18) "Fioravante sa fare di tutto. Sotto le armi
riparava perfino gli apparecchi radio e le mitragliatrici; e come
mitragliere, dopo la guerra etiopica, si recò in Ispagna a combattere
contro la barbarie bolscevica. Poi fu ferito; dovettero sottoporlo
ad una difficile operazione chirurgica e quindi tornò in Italia.
Ma ci tornò con rammarico, perché, egli dice, la guerra per un'idea
è bella. Per l'idea partecipammo alla guerra europea, per l'idea
facemmo la Rivoluzione Fascista, per l'idea conquistammo l'Impero,
per l'idea morimmo a Malaga, a Tortosa, a Gerona."
(pagina 191) "Quando riposa? si chiede il popolo. E
sente ogni giorno crescere nel suo cuore il rispetto, l'ammirazione,
la devozione filiale per l' Uomo che gli è di guida e di esempio,
nella fatica, nell'ardimento, nella devozione alla Patria, da Lui
resa grande e potente. Mussolini: è come un altro modo di dire «Italia».
Mussolini: ed ecco che l'immagine dell'Italia nuova, coi suoi cittadini-soldati,
i suoi campi messi tutti a coltura, le sue industrie moltiplicate,
il suo cielo balenante di ali di acciaio, si dilata nella nostra
mente, fino ad occupare la faccia intera della terra." |
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| Vera
Corrarelli Gaiba, Nerina Oddi, Roberto Sgrilli |
| Il
libro della prima classe |
| La
Libreria dello Stato - Anno XVIII - 1940 |
(pagina 67) "...Allora amò sempre più la sua Patria e pensò di farla forte
e potente più delle altre Terre… e per opera sua l'Italia è forte
e potente. Tutti i buoni Italiani lo amano, tutti ripetono il suo
nome benedetto. - Io pure lo so, nonna. Il suo nome è Benito Mussolini."
(pagina 96) " «Credere, obbedire, combattere» ecco il
comando del DUCE. Non dimenticarlo, se vuoi essere un vero piccolo
soldato della tua Patria."
(pagina 134) "«Nel nome di Dio e dell'Italia giuro di
eseguire gli ordini del Duce e di servire con tutte le mie forze
e, se è necessario, col mio sangue la causa della Rivoluzione fascista,,.
La maestra ha letto le parole a voce alta e commossa e tutte le
bambine hanno risposto: - Giuro! Carla sa che queste parole significano
che bisogna obbedire, subito e in silenzio, agli ordini del Duce,
perché Mussolini ha sempre ragione." |
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| La
storia
esposta in tavole schematiche ad uso delle scuole medie |
| Età
Moderna ed Età Contemporanea |
| Carlo Signorelli
Editore - Milano - Anno XIX - 1940 |
(pagina
60) " Nel 1922 i Ministeri si succedevano l'uno all'altro,
per cui il popolo italiano sentì la mancanza di un governo che sapesse
con energia affrontare i gravi problemi politici sociali ed economici,
che allora mettevano in serio pericolo la vita della Nazione. Venne
allora il momento del trionfo del fascismo, il nuovo partito fondato
da Benito Mussolini." |
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| M.
Baratta - P. Fraccaro - L. Visintin |
| Fascicolo
terzo: Evo Moderno |
| Istituto
Geografico De Agostini - Novara - Anno XVIII - 1940 |
(pagina 24) "Spetta alla
storia trattare del Fascismo, che ebbe la sua origine nel movimento
popolare e rivoluzionario del 1914-15 per l'intervento dell'Italia
nella grande guerra. Il movimento riprese e si allargò a guerra
finita come reazione al turbamento e allo smarrimento che invase
buona parte della nazione italiana, in conseguenza della stanchezza
prodotta dalla guerra e dalle disillusioni di una pace, che aveva
misconosciuto la vittoria dell'Italia e ne aveva contrastato o defraudato
i frutti." |
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| Alfredo
Panzini - Rinnovato da R. Allulli e C. Saggio |
| Antologia
per la Scuola media |
| A.
Mondadori - Milano - Anno XIX |
(pagina 677) "Le organizzazioni giovanili italiane, volute e create dal
Governo Nazionale Fascista, sono state definite le iniziative più
lungimiranti e più promettenti per l'avvenire della Nazione e della
idealità che il Partito sostiene. Il Duce e il Fascismo guardano
con tutta simpatia alle organizzazioni giovanili - Balilla, Avanguardisti,
Giovani Italiane e Piccole Italiane (da poco si sono creati i Figli
della Lupa, nelle cui file vengono inquadrati i bimbi dai sei agli
otto anni) - non soltanto perché sentono così di provvedere in misura
degna e adeguata a preparare una gioventù capace di intendere e
di difendere gli ideali fascisti, ma ancora e più perché sanno che
le nuove disposizioni emanate al riguardo, formano un corpus veramente
organico, nuovo nel mondo, e che ci sarà invidiato da tutte le nazioni
non appena appariranno i frutti meravigliosi che esso può dare." |
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| a
cura di M. A. e di V. C. |
| Albo
per le esercitazioni estive degli alunni promossi dalla Iª media |
| La
Scuola Editrice - Brescia - Anno XX - 1942 |
(pagina
284) "Gioventù italiana del Littorio! Ecco una magica parola
che infonde nel tuo cuore una forza nuova. Tu sai, che sei soldato
e soldato volontario, di una milizia che ti chiede soltanto di servire
la tua patria in dignità r disciplina e tu sai che si serve volentieri
chi si ama. In da piccolo sei avvezzo al privilegio, che devi però
meritarti con le tue azioni, di indossare la camicia nera proprio
quella che indossano i combattenti delle buone battaglie per la
civiltà di Roma imperiale e cristiana." |
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| Dal
Risorgimento al Fascismo |
| Antologia
storica per la Scuola media - Volume III |
| G.
C. Sansoni - Firenze - Anno XX - 1942 |
(pagina 204) "Noi italiani,
creando la Nazione militare, quale è stata concepita e voluta dal
Duce, intendiamo soprattutto preparare alla Patria forti cittadini;
pronti bensì alla guerra, ma anche educati nel cuore, nella mente
e nel braccio per attendere con successo al fecondo lavoro civile,
indispensabile alla grandezza e al benessere del Paese e allo sviluppo
del nostro Impero. ...Fare di questo popolo nostro un popolo forte,
in pace e in guerra; convogliare tutte le energie civili della Nazione,
orientarle di un colpo, quando occorra, verso la dura fatalità della
guerra: ecco l'essenza profonda della Nazione militare italiana." |
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