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Pubblicazioni (9)
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Una piccola, ma significativa rassegna di libri editi nel "ventennio"
dalla quale traspare la natura del regime e il pesante condizionamento culturale
operato nella società italiana, ed in particolare nella scuola, dalla
dittatura fascista |
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Antologia della nuova Italia
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Pagine raccolte di U. Foscolo - G. Mazzini -
G. Carducci - G. Pascoli - A. Oriani - B. Mussolini
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Casa Editrice Carlo Voghera - Roma - 1923
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(prefazione) "Ai Fasci di Combattimento - e al loro Capo - che
avviando a realtà - il gran sogno dei migliori italiani -
di salutare a Governo della Nazione - sul Campidoglio
saldamente assisa - la Giovane Italia - auspicata dai
precursori e dai Martiri - iniziano la nuova era feconda -
della sicura ascensione della Patria - nel culto della
disciplina e della civile giustizia - l'autore e l'editore -
dedicano - fervidamente partecipi." |
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Episodi di uomini celebri
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Ulrico
Hoepli Editore - Milano - 1926 |
(pagina
467-468) "Benito Mussolini è il fiammante orgoglio
dell'Italia d'oggi, l'artefice lungimirante della sua
ascensione. Per creare la prima Italia Mazzini incita,
Cavour tesse, Garibaldi dona, Emanuele sancisce. Per la
nuova Italia di Vittorio Veneto Mussolini ricostruisce ed
apre le grandi vie maestre alle costruzioni
dell'avvenire." |
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Nel tredicesimo annuale della
dichiarazione di guerra all'Austria-Ungheria
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Ai suoi alunni caduti per la Patria
La scuola
complementare Cesare Correnti - Anno VI - 1928
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(pagina 46) "Voi teneste alta la fiaccola nei torbidi giorni dello
smarrimento; Voi la donaste all'Uomo, che vi fu compagno di
trincea, a Benito Mussolini, oggi capo del Fascismo e del
Governo nazionale; il quale interpretò, interpreta ed
impersona, virilmente, le vostre aspirazioni, e, timoniere
possente, nell'immane fatica d'ogni giorno, con la fiducia del
Re vittorioso, col consenso e l'ammirazione universale, fonde
gli animi in una forza unica di volontà, guida, dirige il
popolo italiano verso la sua elevazione, la Patria nostra verso
i destini segnati dalla storia e da Dio," |
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Federico Hermann
La Farnesina
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Istituto Nazionale L. U. C. E. - Roma - Anno
VIII - 1930
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(dalla
prefazione) "...Il nostro popolo, per la cui compiuta
formazione fisica e morale il Fascismo si prodiga in tante
iniziative, deve unire ormai alla sua naturale genialità
quelle cognizioni elementari ed indispensabili che permettano
a tutti gli italiani di riconoscere i tesori di arte
architettonica, plastica, pittorica, decorativa, che
arricchiscono le nostre città e le nostre campagne, ...Siamo
fieri che l'Istituto Nazionale L.U.C.E. -creazione originale
del Regime Fascista- abbia potuto realizzare anche questa
attività, nell'interesse spirituale del popolo
italiano." |
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Paravia - Torino - Anno IX - 1931
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(pagina
14) "In fondo, non è Mussolini che ha mutato, ma è
l'Italia che ha cambiato volto. L'amore del rischio è la
sintesi della vita di Mussolini, e questo amore farà sì
ch'egli eserciterà quel profondo fascino sulle anime
giovanili, questa attrattiva irresistibile degli spiriti
generosi, della suggestione che trascina fino al sacrificio,
fino alla morte. Questo è il Mussolini che intenderanno i
giovani ed i fanciulli perché questo è il vero Mussolini. Se
si toglie l'aureola del ribelle, i fanciulli rimarranno
disillusi e non lo sentiranno più come l'incarnazione del
loro eroe, dell'eroe che ha sempre un mostro da combattere,
sia quello ipocrita dell'ordine, o sia quello sfrenato del
disordine. Mussolini socialista era la ribellione. Mussolini
fascista è la ribellione contro la ribellione: egli è sempre
un ribelle. I fascisti sono i ribelli del Duce." |
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Le vie d'Italia
Anno XXXVIII - N. 12 Dicembre 1932
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Rivista mensile
del Touring Club Italiano -Anno XI - 1932 |
| Organo
ufficiale dell'Ente Nazionale per le Industrie Tutistiche |
(pagina 455)
Sport: I Littoriali "Le gerarchie fasciste seguono con
particolare attenzione lo sport dei goliardi che occupano un
posto preminente nel quadro dell'attività sportiva nazionale.
…In una riunione tenuta a Roma, fu stabilito che ai
Littoriali dell'Anno XI che si terranno a Torino dall'1 all'8
maggio 1933 potranno essere ammessi tutti gli universitari
fascisti e i laureati da non più di tre anni che non abbiano
compiuto il 28° anno di età." |
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Marcella Albani e Margy Franchini
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"La
voce di Mantova" - Editrice - Anno XI - 1933 |
(pagina
14-15) " La grande mole bianca del monumento,
aveva, nelle legioni di militi e di popolo, il suo sfondo
logico. Gli orifiammi balenavano al sole, le insegne dorate
delle aquile e dei littori brillavano; l'atmosfera
dell'apoteosi era palpabile. Volti maschi trasfigurati,
diretti in un solo punto, verso l'Ara dei Caduti, verso
l'uomo che veniva da Roma a portare con la sua voce, la
volontà del Capo." |
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La
storia degli Italiani e dell'Italia |
Fratelli
Treves Editori - Milano - Anno XII - 1933 |
(pagina
339-340) L'Italia una grande famiglia. "Mussolini e
gli Italiani di oggi vollero proprio questo: che l'Italia
fosse una grande famiglia, laboriosa, concorde,disciplinata.
Il lavoro doveva darci la possibilità di vivere senza
dipendere troppo dagli altri, la concordia e la disciplina
dovevano renderci più forti e farci marciare insieme verso la
stessa meta. Si cominciò coi ragazzi, per andare su su coi
grandi. C'erano delle discordie fra ricchi e poveri, fra
lavoratori e capitalisti? Va bene. Ci sono sempre state. Ma da
noi erano diventate guerra civile. Si predicava e si metteva
in pratica la lotta di classe a tutto spiano." |
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Organo ufficiale mensile dell'alleanza nazionale
del libro della federazione fascista milanese degli enti culturali
e della associazione nazionale fascista donne professioniste e
artiste
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Direttore: Leo Pollini - Anno XI - 1933
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Prima
Accademia di Poesia. Tema: Saluto alla terra
rifiorente.
(pagina
2) "Il Capo del Governo, dopo aver dettato il tema
per questa nuova Accademia, volle assegnare personalmente
alcuni premii in denaro: alla riconoscenza dell'Università
Popolare si assomma così la riconoscenza ai concorrenti. A
Lui, oggi, si eleva in umiltà e gratitudine il nostro
pensiero, e da ogni zolla della terra rifiorente sale un canto
di amore."
(pagina 5) Pin di Maremma "...Vorrebbero dire gli
umili... / vorrebbero rispondere... / vorrebbero mormorare: /
Egli è uno di noi / è la fatica, e gli stenti, / e l'esilio
e il carcere / e la sete di giustizia / l'han reso più forte
della morte! / Egli è uno di noi / ed è il nostro Duce!
/Perché non lo lasciano sempre qui / a difendere noi la sua
vita / a sentire sempre / il suo comando?" |
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